
“Per tutta la vita Romina ha trasformato spazi.
Prima per gioco, costruendo e arredando case con i Lego.
Poi per lavoro, progettando e allestendo set fotografici.
E oggi per aiutare le donne a creare una casa armoniosa, accogliente, ordinata e, soprattutto, che le rappresenti.”
Ciao, sono Romina! Ma puoi chiamarmi Romi 😉
Se ti dicessi che il primo progetto di interni l’ho fatto a 6 anni?
Senza ovviamente sapere che, un giorno, sarebbe diventato il mio lavoro😅
Quando ero bambina passavo ore a giocare con i Lego.
Costruivo case senza tetto, così potevo guardarle dall’alto e arredarle con semplicità.
Sceglievo dove mettere il divano, il letto, la cucina, il tavolo.
Spostavo tutto.
Provavo.
Toglievo.
Ricominciavo.
All’epoca non lo sapevo, ma era già il mio modo di guardare gli spazi.
Poi sono arrivate le prime difficoltà
Sono sempre stata una ragazza piuttosto timida, introversa e molto, ma molto, magra.
Mi vergognavo tanto della mia magrezza e mi faceva sentire insicura di tutto.
Avevo poche amicizie e passavo molto tempo da sola, nella mia cameretta, a disegnare.
Era il mio piccolo mondo.
Lì mi sentivo libera di esprimermi senza il timore del giudizio degli altri.

I miei disegni – Anni 1991 e 1992
(mi divertivo a replicare i personaggi raffigurati nei bicchieri della Nutella)
Ero anche una bambina piuttosto precisa.
Talmente precisa che, se mia mamma mi spolverava la mia camera e spostava anche solo di qualche millimetro un soprammobile, me ne accorgevo subito!
Non perché fossi particolarmente fissata (o forse sì), forse perché ero molto attenta ai dettagli.

I miei disegni – Anni 1999 e 2000
(con la tecnica della quadrettatura che mi aveva insegnato mia sorella, replicavo i personaggi dei miei fumetti Marmalade Boy, Sailor Moon e anche qualche ritratto realistico di Julia Roberts e Madonna)
Per anni ho dato per scontato che le mie caratteristiche fossero dei difetti.
Oggi, invece, penso che siano state proprio quelle a costruire una parte importante della persona che sono diventata.
La timidezza mi ha insegnato ad osservare.
L’introversione ad ascoltare e riflettere.
L’insicurezza mi ha costretto, lentamente, a costruirmi quella che oggi posso chiamare autostima.
E osservare, riflettere e cercare di capire come funzionano le cose sono diventate alcune delle mie qualità più importanti nel lavoro.
Ma prima di capirlo, ho dovuto fare un bel po’ di strada.
Architettura? Sì, ma senza un piano preciso
Dopo l’istituto per geometri mi sono iscritta ad Architettura a Parma.
Perché? Ad essere sincera non lo sapevo.
Sapevo solo che mi piaceva disegnare, in particolare le planimetrie delle case e arredarle.
Non avevo un grande progetto professionale in testa.
Anzi, a dirla tutta, non avevo proprio le idee chiare su cosa avrei fatto da grande.
E studiare non era esattamente la mia attività preferita, ma ero una bomba in disegno tecnico!
Linee precise, pulite, spessori delle linee corrette e armoniose.
A ripensarci oggi, forse qualche indizio c’era già: mi piaceva prendere qualcosa che avevo in testa e trasformarlo in un disegno preciso, chiaro e concreto.

Purtroppo non ho qui con me i miei vecchi disegni,
perciò ho realizzato un’immagine il più simile possibile con l’AI per rendere l’idea.
I primi mesi di università mi chiedevo spesso:
“Ma io cosa ci faccio qui?”
Poi ho incontrato persone che avevano obiettivi, si impegnavano per raggiungerli e non sembravano intenzionate a mollare.
E qualcosa è scattato.
Ho iniziato a recuperare gli esami, mi sono data un obiettivo (laurearmi per davvero!) e finalmente ho iniziato a muovermi.
Non sapevo ancora dove sarei arrivata.
Ma almeno avevo iniziato a camminare verso una direzione.
Mi sono laureata in Scienze dell’Architettura e sono diventata architetto iunior.
Avevo inviato curriculum qua e là nei negozi di arredamento (perché sì, forse avevo capito che l’ambito dell’arredamento era l’unica cosa che mi potesse piacere), ma nessuno mi considerava…
E subito dopo è arrivata una proposta di lavoro che, per una ragazza che non aveva ancora ben in chiaro cosa volesse fare, sembrava bizzarra e fuorissima dalla mia zona di confort, ma allo stesso tempo quasi troppo bella per essere vera.
La mia "vera" scuola è stata un set fotografico

Ah ecco cosa faceva la Romi
Ho iniziato a lavorare in uno studio fotografico specializzato nella realizzazione di immagini per aziende del settore ceramico e arredamento.
Ed è lì che è iniziata la parte più bella e importante della mia formazione e della mia vita come persona che stava crescendo e diventando sempre più adulta.
Non ho mai frequentato un corso di home styling.
Ho imparato facendo.
Tantissimo.
Progettavo le ambientazioni, studiavo il set, cercavo ispirazione sulle riviste di arredamento, preparavo moodboard, presentavo i progetti ai clienti.
Poi arrivava la parte che amavo di più: entrare fisicamente nel set e arredarlo con le mie mani.
Dare le indicazioni al falegname e al posatore su come costruire il set.
Comunicare a loro di che colore dipingere le pareti.
E, una volta pronta la struttura dell’ambiente, arrivavo io.
Posizionavo gli arredi.
Poi gli oggetti.
Provavo una composizione.
La cambiavo.
Aggiungevo un oggetto.
Ne toglievo due.
Osservavo l’ambientazione nel suo insieme a occhio nudo e poi dalla fotocamera che, nel frattempo, il fotografo aveva posizionato sul set.
La guardavo.
Ci giravo intorno.
Mi avvicinavo.
Spostavo quel vaso di pochi millimetri.
Poi lo riguardavo dalla fotocamera.
E ancora un piccolo spostamento.
Perché quello che vedevo con i miei occhi non era necessariamente quello che avrebbe visto l’obiettivo.



Andavo avanti così finché non arrivavo al punto in cui ero soddisfatta.
Finché colori, forme, volumi e proporzioni risultavano perfettamente bilanciati.
La mia mania per la precisione mi ha aiutato tanto, perché lì, non era pignoleria, era parte del lavoro.
Perché bastavano pochi centimetri (a volte millimetri!) per cambiare completamente l’equilibrio di una composizione.
In pratica, prendevo uno spazio vuoto e lo trasformavo in una scena capace di raccontare qualcosa.
Una scena che doveva sembrare il più reale possibile, abitata da persone vere…
ma per finta!
E sai cosa ho imparato in quegli anni?
Che non servono necessariamente oggetti costosi per ottenere un risultato bellissimo.
Nel nostro studio avevamo un magazzino pieno di arredi e oggetti di tutti i tipi e di tutti i prezzi.
Quando il budget era limitato, noi stylist dovevamo arrangiarci.
Dovevamo trovare il modo di creare ambientazioni belle, armoniose e interessanti con quello che avevamo a disposizione.
E spesso ci riuscivamo.
Perché ci hanno fatto credere se hai mobili costosi, certamente il risultato sarà bello.
Ma non è assolutamente vero! Non è il prezzo di un oggetto che determina armonia.
La differenza la fanno le proporzioni, le composizioni, gli abbinamenti, il contesto e il modo in cui tutti gli elementi dialogano tra loro.
Questa è stata una delle lezioni più importanti della mia vita professionale.
E, anni dopo, sarebbe diventata una delle basi del mio modo di aiutare le donne a prendersi cura della propria casa.


Arredi economici VS Arredi costosi: il prezzo non determina l’armonia
E poi è arrivata casa mia
Nel 2010 mi sono sposata e sono andata a vivere con mio marito in campagna, in una casa appena ristrutturata.
E finalmente avevo davanti a me una casa vera da arredare.
La nostra.
Abbiamo progettato e realizzato gli arredi praticamente da soli.

Un lavoro da pazzi?
Sì.
Una soddisfazione impagabile?
Anche!

Quell’oggetto che mi vedi tenere in mano nella mia foto profilo di Instagram è la Taglientola: il tagliere sottopentola.
È la mia bomboniera di nozze, realizzata con la stessa tecnica con cui sono stati realizzati tutti gli arredi di casa.
Dalla sua sagoma ho poi ricreato il logo del mio personal brand.
Aggiungendo i cuoricini al posto delle finestre, ho enfatizzato il concetto di amore per la propria casa.
Ecco svelato il significato del mio logo😉
Eppure, nonostante tutto quello che avevo imparato lavorando come stylist, a casa mia ho commesso qualche errore.
Quando ci siamo trasferiti, avevo arredato e decorato un po’ di fretta.
Avevo scelto cose che mi piacevano, certo.
Ma alcune non mi rappresentavano fino in fondo.
Avevo attinto da un unico negozio (IKEA) perché era comodo: entravi, sceglievi e portavi a casa.
E così mi sono ritrovata con dei cuscini sul divano che erano carini, colorati, perfettamente decorativi… ma non erano “i miei” cuscini.

Dentro di me lo sapevo, ma me li ero fatta piacere.
E infatti, oggi, quei cuscini non esistono più😂
Sono spariti da casa mia.
Quell’esperienza mi ha insegnato una cosa che oggi ripeto spesso: non basta che qualcosa sia bello, deve essere giusto per te.
E non basta trovare qualcosa che “va bene”.
A volte vale la pena aspettare, cercare, confrontare, osservare.
Perché anche una casa arredata con oggetti economici può essere bellissima.
Ma se continuiamo a comprare cose che ci piacciono “abbastanza”, prima o poi ci ritroveremo a sostituirle con qualcosa che ci convince davvero.
E così quello che sembrava un piccolo risparmio, alla fine, ci sarà costato il doppio: abbiamo comprato due volte.
SET FOTOGRAFICO
→ deve raccontare una storia
→ deve essere bello nell'inquadratura
→ deve comunicare
VS
CASA VERA
→ deve raccontare chi la abita
→ deve funzionare nella quotidianità
→ deve far stare bene
HOME STYLING = ESTETICA + FUNZIONALITÀ + PERSONA
E qui ho capito la vera differenza tra arredare un ambiente per un set fotografico, che deve essere “solo” bello, e arredare una casa vera, fatta di esigenze, abitudini e gusti di chi la abita.
È proprio questa empatia, il tassello che mancava, tra una casa pensata per essere fotografata e una casa pensata per essere realmente vissuta.
Mi affascina tantissimo la possibilità di comprendere le persone e questo si ricollega a una delle mie caratteristiche iniziali: il mio essere introversa e la mia capacità di osservare, non solo con gli occhi, ma anche attraverso gli stati d’animo, le parole che usano e le sensazioni di chi ho davanti.
Cercare di interpretare i loro gusti e le loro esigenze, anche quando non vengono espressi esplicitamente, è ciò che mi permette oggi di trasformare una casa in uno spazio cucito su misura, capace di raccontare davvero la persona che la abita.
Poi la vita mi ha ricordato che non possiamo controllare tutto
Nel 2012 è nato il mio primo figlio.
Poi, nel 2015, è successo qualcosa che non avrei mai voluto raccontare e che ha cambiato per sempre il modo in cui guardo alla vita.
Al settimo mese di gravidanza ho perso la mia bambina.
Una mattina sono corsa in ospedale e mi sono sentita dire quelle parole che nessuna mamma dovrebbe mai sentire: “Non c’è battito.”
Non c’è molto da aggiungere.
Mi è crollato il mondo addosso.
E per un po’, tutto quello che prima sembrava importante, ha perso completamente il suo peso.
Poi, nel 2017, è nato il mio secondo figlio.
E con lui è tornata una felicità che non pensavo di poter provare ancora in quel modo.
La vita, nel frattempo, continuava.
E io continuavo a lavorare.
Ma a un certo punto ho iniziato a sentirmi stretta
Dopo 13 anni avevo imparato tantissimo.
Avevo arredato centinaia di stanze, anche virtuali (3D).
Avevo osservato stylist più esperte di me.
Avevo imparato dal mio capo.
Avevo insegnato a persone che stavano iniziando.
Avevo imparato a riconoscere gli stili, ad abbinare colori e materiali, a creare composizioni, a rendere accogliente un ambiente.
Ma proprio mentre diventavo sempre più brava nel mio lavoro, iniziavo a sentire che qualcosa non andava.
Mi sentivo stretta.
Quel lavoro mi aveva dato tantissimo.
Ma forse mi aveva dato tutto quello che poteva darmi.
E dentro di me iniziava a farsi sentire quella Romi ambiziosa (seppur timida!) che, per tanti anni, avevo tenuto un po’ nascosta.
Poi è arrivata la pandemia
Il lavoro è diminuito e forse è stato proprio questo evento a darmi quella spinta che mi mancava per riprendere in mano una cosa che avevo iniziato qualche anno prima e che avevo lasciato in sospeso: il mio blog.

Schermata Home Page Blog – Aprile 2020
Questa volta, però, volevo fare sul serio.
Avevo qualcosa da dire.
Avevo 13 anni di esperienza pratica alle spalle.
Avevo passato anni a studiare, osservare e sperimentare.
E avevo voglia di condividere tutto quello che avevo imparato.
Non tanto per tirarmela, semplicemente per dimostrare a me stessa che ne sapevo e che ero pronta a condividerlo.
Mi dicevo:
- Perché dovevo tenere per me tutta questa meraviglia di conoscenze legate all’home styling?
- Perché le persone dovevano continuare a fare errori nelle loro case, magari senza saperlo, per poi accorgersene troppo tardi, quando ormai avevano già speso soldi in acquisti sbagliati e inutili?
- Perché le persone devono continuare a vivere in case in cui non si sentono a loro agio e magari non ne sanno nemmeno il motivo?
Tutte queste domande mi hanno dato una carica pazzesca.
Solo che c’era un piccolo problema.
Non sapevo come farlo.
Non sapevo scrivere per il web.
Non sapevo nulla di SEO.
Non conoscevo il marketing.
Non sapevo come trasformare una passione in un lavoro.
E, soprattutto, non ero ancora sicura al 100% di essere davvero capace.
Così ho fatto quello che ormai avevo imparato a fare: mi sono messa a studiare.
Ho comprato corsi.
Ho imparato.
Ho fatto errori.
Ho provato.
Ho aggiustato.
E piano piano il blog ha iniziato a funzionare.
Le persone cercavano qualcosa su Google e arrivavano da me.
E io guardavo lo schermo pensando:
“Wow. Che fico! Ci sto riuscendo!”
Poi ho messo mano al mio profilo Instagram @rominasitablog.
Ho iniziato a studiare marketing, personal brand, identità visiva.
Ho iniziato a fare consulenze online.
All’inizio erano poche.
Pochissime.
Facendole anche gratis.
Ma non mi sono fermata.
Perché questa volta avevo finalmente capito una cosa: non dovevo aspettare di sentirmi pronta per iniziare.
Dovevo iniziare per diventare pronta.
Nel 2021 ho fatto una cosa che per molti è impensabile
Ho lasciato il mio lavoro da dipendente.
Quello a tempo indeterminato.
Quello che tutti ti dicono di tenerti stretto.
E sono diventata freelance.

Avevo paura?
Tantissima.
Ero sicura che avrebbe funzionato?
Assolutamente no.
Ma per la prima volta sentivo che stavo costruendo qualcosa che era davvero mio.
Una professione creata da zero.
Una professione che mi permetteva di mettere insieme tutto quello che amavo:
la casa, l’estetica, l’organizzazione, la creatività, la fotografia, la grafica digitale, l’osservazione e soprattutto la composizione.
Che meraviglia! E che soddisfazione!
Quella che oggi posso definire come qualità che mi contraddistingue.
Essere capace di creare composizioni: di spazi, di arredi, di oggetti, di colori, di forme, di volumi, di inquadrature…
Composizione.




Scorci della mia casa
Col senno di poi, ho capito che, in fondo, è sempre stata questa la cosa che mi appassionava: prendere tanti elementi diversi e trovare il modo di farli stare bene insieme.
TI PIACEREBBE FARE IL MIO LAVORO?
Ti insegno tutto il mio percorso, gli strumenti, il metodo che uso ogni giorno e tutto ciò che ho imparato, testato e aggiustato, senza segreti e con concetti semplici da comprendere e applicare.
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Ti dirò se è il tuo momento per avviare la tua attività online e lanciarli in questo magico mondo dell’home styling fatto di bellezza e gratificazione.
Ho capito che avevo trovato la mia strada, avevo trovato il modo di esprimere al massimo le mie passioni e allo stesso tempo riuscivo a monetizzare.
Le consulenze aumentavano sempre di più e la soddisfazione era, e lo è tutt’ora, davvero tanta, soprattutto grazie alle magnifiche recensioni che ricevo, sia qui sul mio sito sia nella scheda Google.
E oggi faccio una cosa che quella bambina che giocava con i Lego non avrebbe mai immaginato

Aiuto le donne ad arredare la loro casa da zero, senza spostare muri, senza arredi costosi e senza sprecare tempo e risorse in scelte sbagliate.
Ma non solo.
Aiuto anche tutte quelle che hanno già arredato casa, magari hanno investito tempo, energie e anche parecchi soldi, ma continuano a sentire che manca qualcosa.
- Quell’angolino che non sai come completare.
- Quel filo della luce ancora a penzoloni che aspetta la sua lampada.
- Quella mensola che non sai come allestire.
- Quella parete vuota che aspetta ancora i suoi quadri.
- Quel tavolino su cui continui a spostare gli oggetti senza trovare la composizione giusta.
Quella casa che è bella, sì… ma non è ancora completamente tua.
Ed è proprio lì che voglio aiutarti.
Non a buttare via tutto.
Non a comprare ancora e ancora.
Non a inseguire l’ultima moda.
Ma a capire cosa hai già, cosa manca davvero, cosa non funziona e come mettere insieme tutto in modo armonioso, funzionale e personale.
Perché oggi sono convinta di una cosa:
Non ti serve necessariamente stravolgere tutto.
Ti serve imparare a valorizzare quella che hai già.
La mia idea di casa
Amo le case belle.
Ma non quelle belle soltanto da guardare.
Amo quelle armoniose, curate nei dettagli, dove ogni cosa trova il suo posto e dove colori, oggetti e piccoli particolari raccontano qualcosa di chi le abita.
Credo che una casa debba essere bella da vedere, ma soprattutto bella da vivere: ordinata senza diventare rigida, curata senza essere impersonale, armoniosa senza rinunciare alla praticità.
È questo che cerco ogni giorno nel mio lavoro e anche a casa mia: creare spazi che non siano soltanto belli, ma giusti per chi li vive.
Perché quando estetica e funzionalità finalmente vanno d’accordo, succede qualcosa di meraviglioso: la casa smette di essere semplicemente bella e inizia a farci stare bene.
Qui puoi visionare alcuni dei miei progetti cuciti su misura per le mie clienti.
A fine 2023 ho cambiato casa e ho avuto l’occasione di ricominciare da zero, o quasi: carta bianca, una nuova casa in provincia di Modena e la possibilità di trasformare un ex fienile nella casa che avevo sempre desiderato.



La vita mi ha dato così l’opportunità di ripartire da uno spazio completamente da reinventare e, partendo dalla ristrutturazione, costruire poco alla volta una casa che mi rappresentasse davvero. E guarda com’è diventata.
Una casa certamente non uguale alle altre, dove si percepisce la mia personalità: la passione per i colori, per le forme geometriche e per la precisione, ma anche quella dimensione più vissuta e spontanea fatta di piante verdi, giochi dei bambini e oggetti che raccontano la vita di tutti i giorni.

E quindi, se se qui...
Innanzitutto complimenti per essere arrivata a leggere fino a qui😅
Forse anche tu ci tieni alla tua casa e hai già fatto tanto per lei.
Hai scelto i mobili, ristrutturato, cercato ispirazione, comprato oggetti, salvato centinaia di immagini su Pinterest e Instagram.
Eppure senti che manca ancora quel qualcosa che potrebbe farla diventare davvero tua.
Se è così, sei nel posto giusto.
Io non voglio decidere al posto tuo.
Voglio insegnarti a decidere meglio.
Voglio darti gli strumenti per guardare la tua casa con occhi nuovi, fare scelte più consapevoli e sentirti finalmente sicura di quello che stai creando.
Perché il mio obiettivo non è farti avere una casa perfetta da copertina…
È farti entrare dalla porta e pensare:
“Questa casa è giusta per me… e parla di me.”
E magari, ogni tanto, anche:
“Quanto mi piace stare qui.”

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Perché non serve sempre cambiare casa per tornare a innamorarsene.
A volte basta imparare a guardarla in un modo nuovo, per ritrovare quella sensazione che avevi quando l’hai scelta.
E magari innamorartene ancora di più.
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“È un servizio bellissimo che può aiutare tantissimo! Con me l’hai già fatto e penso che servirà a tantissimi altri”
“Ciao Romina, le tue idee sono meravigliose, com’è meravigliosa anche la semplicità con cui le esponi!”
“Ciao Romina e complimenti….ti ho scoperta solo oggi, ho dato 1 occhiata al tuo profilo e sembri pazzesca!!! Interessantissimo tutto quel che ho visto! Complimenti!”