Pannelli in fibra di legno

Il legno, un fantastico materiale naturale dalle mille risorse, può essere utilizzato sia nell’architettura che nell’interior design, sia nella sua forma pura, oppure lo possiamo trovare sminuzzato e mescolato con altri materiali. Sto parlando dei pannelli in fibra di legno. In realtà, dietro questo termine, si nascondo diversi prodotti, con aspetto, dimensioni e utilizzi differenti. Sono tutti materiali compositi, contengono legno e, a differenza di altri derivati come il compensato, si ottengono per aggregazione di particelle di legno anche se non sempre sotto forma di fibre minute. In edilizia con “pannelli in fibra di legno” si indicano lastre o materassini dallo spessore che varia dai 2 ai 24 cm. La fibra di legno è un validissimo termoisolante e lo troviamo all’interno di pacchetti di coibentazione (quindi non a vista) di tetti, pareti e pavimento. La fibra di legno (anche detta “lana” di legno) si ottiene sminuzzando in fibre il legno di scarto proveniente dalle segherie. Si compone un impasto che, pressato in stampi, genera pannelli dall’aspetto rigido o spugnoso in funzione dalla loro densità. Nel processo di produzione si utilizzano normalmente leganti atossici, privi di formaldeide o, se presente, lo è in piccole tracce.
I pannelli in fibra di legno sono quindi rispettosi dell’uomo e dell’ambiente e possiedono principalmente le seguenti proprietà: sono ottimi isolanti termici e buoni isolanti acustici; sono fortemente igroscopici e, quindi, concorrono al raggiungimento di alti valori di comfort abitativo; sono compostabili e riciclabili e, in caso di incendio, rallentano il propagarsi delle fiamme e non sprigionano gas tossici.

I pannelli più comuni che originano dal legno sono sicuramente:

– L’MDF (Medium Density Fiberboard)

Si ottiene amalgamando fibre di legno con resine e colle ad alta temperatura, pressandole fino ad ottenere la media densità citata nell’acronimo. Il pannello in Mdf contiene normalmente basse quantità di formaldeide ed è quindi idoneo per essere utilizzato in ambienti domestici. l’Mdf è un prodotto povero, utilizzato in origine in edilizia per chiusure in cantiere o casseri a perdere. Oggi se ne apprezza e sfrutta soprattutto la sua incredibile lavorabilità. È un materiale compatto che presenta un’alta resistenza dei bordi, resiste bene agli urti e può quindi essere profilato con grande libertà. I pannelli hanno un aspetto compatto e liscio ma lo si utilizza previa laccatura o impiallacciatura. Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per l’allestimento di interni, nella realizzazione di boiserie, porte e mobili, essendo anche pantografabile. Poiché necessita di finitura, è normalmente lavorato e fornito dalle falegnamerie, ma lo si può acquistare in pannelli di diversi formati e spessori (da 3 a 30 mm) nei negozi di bricolage. L’Mdf, infine, vista la sua compattezza è un buon fonoisolante e ha una buona resistenza all’umidità.

 

– LEGNO MINERALIZZATO

I pannelli in legno mineralizzato nascono come isolanti per l’edilizia, utilizzati per la correzione di ponti termici e per l’isolamento dei tetti. Dallo sminuzzamento di trucioli, per lo più di abete, si ricavano le fibre lunghe del legno che, mescolate con un agente mineralizzante (cemento Portland o magnesite), vengono private delle sostanze organiche putrescibili e infiammabili. Il processo avviene ad alte pressioni e temperature e i pannelli che si ottengono risultano molto resistenti.
Il legno mineralizzato è ecologico, non inquinante, riciclabile e ha un ciclo di vita molto lungo. Lo si trova in commercio a prezzi modici ed è disponibile in pannelli di vario formato e dallo spessore variabile dai 15 agli 80 mm (comunemente 25). I pannelli, con superficie liscia o ruvida e dal colore bianco o grigio, garantiscono ottime prestazioni isolanti dal punto di vista termico e acustico; hanno una buona resistenza al fuoco e in caso di incendio non sprigionano gas nocivi.
L’alta resistenza li rende ideali per pareti divisorie e controsoffitti, fungendo da base per l’intonacatura e successiva rasatura armata e finitura. Altrimenti, se come me vi piace la trama delle fibre, può essere lasciato privo di ulteriori finiture, ottenendo così un aspetto dalla forte personalità.

 

– OSB (Oriented Strand Board)

L’Osb è un pannello realizzato con scaglie di legno (quasi esclusivamente conifere) tenute assieme da resine e pressate a costituire più strati. In origine utilizzato come materiale da imballaggio e nei cantieri per chiusure e paratie protettive, oggi trova largo impiego nel mondo del design e dell’arredamento. I pannelli presentano una superficie liscia e lucida che è possibile carteggiare e hanno un colore che varia dal paglierino al senape, in funzione dall’essenza delle scaglie e dalle resine utilizzate. L’orientamento delle scaglie e la loro geometria fa sì che i pannelli abbiano delle spiccate caratteristiche meccaniche, che variano a seconda dalla qualità di prodotto che si utilizza. Normalmente per uso interno e nell’arredamento si utilizza l’Osb3. Nel caso di pannelli realizzati con colle ureiche, cioè formate anche dai composti chimici di urea, si riscontrano basse quantità di formaldeide il cui rilascio nell’ambiente è trascurabile e non ritenuto pericoloso per la salute. I pannelli vengono utilizzati per realizzare separazioni, mensole, mobili, pavimenti e controsoffitti. I pannelli standard misurano cm 125×250 cm e lo spessore va dai 9 ai 18 mm. L’Osb è molto richiesto per la facilità di lavorazione, per la superficie già rifinita e gradevole alla vista e, non ultimo, per i bassi costi.

 

Il problema della formaldeide

Nei prodotti appena descritti, definiti naturali ed ecologici, si trovano spesso tracce di formaldeide. Questo noto composto organico volatile, dichiarato nocivo e pure cancerogeno dall’OMS, è ad oggi utilizzato, pur in bassissime quantità, in larga parte della produzione industriale, spaziando dai cosmetici ai tessili, dai disinfettanti agli alimenti. Ovviamente lo si ritrova pure nell’industria del legno, in quanto componente di resine sintetiche utilizzate come leganti nella produzione di pannelli. Presente in misura maggiore nei pannelli di truciolato e compensato, di cui non abbiamo parlato, la formaldeide continua a poter entrare nelle nostre case a condizione che vengano rispettate le norme europee e le indicazioni dell’OMS. I pannelli devono infatti essere certificati in classe E1 e contenere non più di 0,08 ppm di formaldeide. A questi livelli il composto non viene considerato pericoloso se inalato ed è approvato anche in camera da letto e soggiorno. Ma se proprio non volete sentirne parlare, cercate la sigla FF (Formaldehyde Free) e sarete certi che nei vostri mobili non ve ne sia traccia.

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